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MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

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MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da rita marras il Mar 6 Dic 2016 - 0:08

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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da rita marras il Mar 6 Dic 2016 - 0:13



BUONDI' BUON MARTEDI SALLY,LARABLU,MARVIK,ANNAMARIA,GLOSIV,A TUTTI GLI AMICI E AMICHE wink kiss kiss kiss
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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da rita marras il Mar 6 Dic 2016 - 0:35

SANTO DEL 6 DICEMBRE

San Nicola di Mira (di Bari) Vescovo 6 dicembre - Memoria Facoltativa Pàtara, Asia Minore (attuale Turchia), ca. 250 - Mira, Asia Minore, ca. 326



Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini. Patronato: Bambini, Ragazzi e ragazze, Scolari, Farmacisti, Mercanti, Naviganti, Pescatori, Etimologia: Nicola = vincidore del popolo, dal greco Emblema: Bastone pastorale, tre sacchetti di monete (tre palle d'oro) Martirologio Romano: San Nicola, vescovo di Mira in Licia nell’odierna Turchia, celebre per la sua santità e la sua intercessione presso il trono della grazia divina.


San Nicola nacque intorno al 260 d.C. a Patara, importante città della Licia, la penisola dell’Asia Minore (attuale Turchia) quasi dirimpetto all’isola di Rodi. Oggi tutta la regione rientra nella vasta provincia di Antalya, la quale comprende, oltre la Licia, anche l’antica Pisidia e Panfilia. Nell’antichità i due porti principali erano proprio quelli delle città di San Nicola: Patara, dove nacque, e Myra, di cui fu vescovo. Prima dell’VIII secolo nessun testo parla del luogo di nascita di Nicola. Tutti fanno riferimento al suo episcopato nella sede di Myra, che appare così come la città di San Nicola. Il primo a parlarne è Michele Archimandrita verso il 710 d. C., indicando in Patara la città natale del futuro grande vescovo. Il modo semplice e sicuro con cui riporta la notizia induce a credere che la tradizione orale al riguardo fosse molto solida.


Nicola nacque nell’Asia Minore, quando questa terra, prima di essere occupata dai Turchi, era di cultura e lingua greca. La grande venerazione che nutrono i russi verso di lui ha indotto alcuni in errore, affermando che sarebbe nato in Russia. Non è mancato chi lo facesse nascere nell’Africa, a motivo del fatto che a Bari si venerano alcune immagini col volto del Santo piuttosto scuro (“S. Nicola nero”). In realtà, Nicola nacque intorno all’anno 260 dopo Cristo a Patara, importante città marittima della Licia, penisola della costa meridionale dell’Asia Minore (oggi Turchia). Nel porto di questa città aveva fatto scalo anche S. Paolo in uno dei suoi viaggi. Il fatto che l’Asia Minore fosse di lingua e cultura greca, sia pure all’interno dell’Impero Romano, fa sì che Nicola possa essere considerato “greco”. Il suo nome, Nikòlaos, significa popolo vittorioso, e, come si vedrà, il popolo avrà uno spazio notevole nella sua vita. Da alcuni episodi (dote alle fanciulle, elezione episcopale) si potrebbe dedurre che i genitori, di cui non si conoscono i nomi, fossero benestanti, se non proprio aristocratici. In alcune Vite essi vengono chiamati Epifanio e Nonna (talvolta Teofane e Giovanna), ma questi, come vari altri episodi, si riferiscono ad un monaco Nicola vissuto (480-556) due secoli dopo nella stessa regione. Questo secondo Nicola, nato a Farroa, divenne superiore del monastero di Sion e poi vescovo di Pinara (onde è designato anche come Sionita o di Pinara). Amante del digiuno e della penitenza, quando era ancora in fasce, Nicola era già osservante delle regole relative al digiuno settimanale, che la Chiesa aveva fissato al mercoledì ed al venerdì. Il suddetto monaco greco narra che il bimbo succhiava normalmente il latte dal seno materno, ma che il mercoledì ed il venerdì, proprio per osservare il digiuno, lo faceva soltanto una volta nella giornata. Man mano che il bimbo cresceva, dava segni di attaccamento alle virtù, specialmente alla virtù della carità. Egli rifuggiva dai giochi frivoli dei bambini e dei ragazzi, per vivere più rigorosamente i consigli evangelici. Molto sensibile era anche nella virtù della castità, per cui, laddove non era necessario, evitava di trascorrere il tempo con bambine e fanciulle.


Un vescovo che ha in mano o ai suoi piedi tre palle d’oro è sicuramente S. Nicola, e non può essere in alcun modo un altro Santo. Le tre palle d’oro sono infatti una deformazione artistica dei sacchetti pieni di monete d’oro, che sono al centro di questa storia. L’episodio si svolge a Mira, città marittima ad un centinaio di chilometri da Patara, ove probabilmente Nicola con i suoi genitori si era trasferito. Secondo alcune versioni i suoi genitori erano morti ed egli era divenuto un giovane pieno di speranze e di mezzi. Secondo altre, i genitori erano ancora vivi e vegeti e Nicola dipendeva ancora da loro. Quale che sia la verità, alle sue orecchie giunse voce che una famiglia stava attraversando un brutto momento. Un signore, caduto in grave miseria, disperando di poter offrire alle figlie un decoroso matrimonio, aveva loro insinuato l’idea di prostituirsi allo scopo di raccogliere il denaro sufficiente al matrimonio. Alla notizia di un tale proposito, Nicola decise di intervenire, e di farlo secondo il consiglio evangelico: non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra. In altre parole, voleva fare un’opera di carità, senza che la gente lo notasse e lo ammirasse. La sua virtù doveva essere nota solo a Dio, e non agli uomini, in quanto se fosse emersa e avesse avuto gli onori degli uomini, avrebbe perduto il merito della sua azione. Decise perciò di agire di notte. Avvolte delle monete d’oro in un panno, uscì di casa e raggiunse la dimora delle infelici fanciulle. Avvicinatosi alla finestra, passò la mano attraverso l’inferriata e lasciò cadere il sacchetto all’interno. Il rumore prese di sorpresa il padre delle fanciulle, che raccolse il denaro e con esso organizzò il matrimonio della figlia maggiore. Vedendo che il padre aveva utilizzato bene il denaro da lui elargito, Nicola volle ripetere il gesto. Si può ben immaginare la gioia che riempì il cuore del padre delle fanciulle. Preso dalla curiosità aveva cercato invano, uscendo dalla casa, di individuare il benefattore. Con le monete d’oro, trovate nel sacchetto che Nicola aveva gettato attraverso la finestra, poté fare realizzare il sogno della seconda figlia di contrarre un felice matrimonio. Intuendo la possibilità di un terzo gesto di carità, nei giorni successivi il padre cercò di dormire con un occhio solo. Non voleva che colui che aveva salvato il suo onore restasse per lui un perfetto sconosciuto. Una notte, mentre ancora si sforzava di rimanere sveglio, ecco il rumore del terzo sacchetto che, cadendo a terra, faceva il classico rumore tintinnante delle monete. Nonostante che il giovane si allontanasse rapidamente, il padre si precipitò fuori riuscendo ad individuarne la sagoma. Avendolo rincorso, lo raggiunse e lo riconobbe come uno dei suoi vicini. Nicola però gli fece promettere di non rivelare la cosa a nessuno. Il padre promise, ma a giudicare dagli avvenimenti successivi, con ogni probabilità non mantenne la promessa. E la fama di Nicola come uomo di grande carità si diffuse ancor più nella città di Mira.


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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da .:Sally:. il Mar 6 Dic 2016 - 8:59

BUONGIORNO COMPLOTTO

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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da .:Sally:. il Mar 6 Dic 2016 - 9:00

Non è solo l'augurio di Buon Natale a cambiare, anche il modo di festeggiarlo, varia da nazione a nazione.  Raccontiamo ,giornalmente , alcune delle tradizioni natalizie diffuse nei diversi Paesi, con particolare attenzione ai personaggi fantastici che popolano le giornate e le nottate del periodo. Un occasione per scoprire tanti Natali insoliti, apparentemente differenti dal nostro, ma che in realtà si rifanno alle stesse credenze e ai medesimi rituali. Diverse sono infatti le forme della celebrazione, ma simili i significati magici e spirituali della ricorrenza natalizia.

GRAN BRETAGNA
Il Natale come festa religiosa è stato introdotto in Gran Bretagna nel 596 dai monaci agostiniani. Prima di quella data, però, analoghi festeggiamenti acclamavano il ricambio stagionale che avveniva col solstizio d'inverno. Già i druidi, i sacerdoti degli antichi popoli celtici, avevano attribuito ad arbusti come il vischio o l'agrifoglio le caratteristiche di perennità che ancora oggi molti popoli accordano loro. I riti druidi rivivono nell'uso che di quelle piante si fa, durante il periodo natalizio, in tutti i paesi anglosassoni, dove corre l'abitudine di incontrarsi con gli amici per cantare di porta in porta canzoni auguraI i (le Christmas carols) e scambiarsi ramoscelli sempreverdi. I gruppi, formati ora indifferentemente da donne e uomini, vedevano un tempo protagonisti solo questi ultimi, come del resto avveniva quasi sistematicamente in tutta Europa. Per trovare delle donne tra i questuanti che usano girare un po' ovunque per le case da Natale all'Epifania, bisogna risalire all'Inghilterra di fine Settecento, dove esse, la vigilia di Natale, andavano a gooding, cioè bussavano alle porte offrendo dei rami verdi, in cambio di qualche soldo o cibo. In tempi più recenti, le donne sono state sostituite dai bambini, a volte mascherati con abiti femminili (come nel caso della Befana italiana). Le donne e i bambini rappresentano due categorie ugualmente separate dagli uomini. Essi non sono "iniziati" ai segreti del mondo adulto maschile, e sono perciò

   più vicini all'aldilà da cui provengono personaggi come San Nicola, Babbo Natale, Gesù Bambino, la Befana. Che i bambini e le donne abbiano un legame speciale con gli spiriti particolarmente attivi in corrispondenza delle feste del ciclo autunnale, è testimoniato da una tradizione ancora viva in Scozia, il first footing del 31 dicembre, rito che vede dei fanciulli col volto dipinto di nero entrare prima della mezzanotte nelle case per portare via l'anno vecchio senza parlare o cantare, semplicemente emettendo un mugolio a bocca chiusa, per cui vengono chiamati mummiers. Al medesimo rito è collegata la credenza secondo cui, se il primo passo viene compiuto da una donna o da un uomo biondo, la sventura si abbatterà sulla casa. L'antipatia manifestata nei confronti dei biondi è forse un' eco dello storico rancore per l'invasione della Scozia compiuta dagli anglosassoni, notoriamente biondi, ma probabilmente anche la loro maggiore similarità con le donne ha favorito lo svilupparsi di questo modo di pensare. Perché invece il nuovo anno porti del bene, usa che il capofamiglia faccia il suo ingresso in casa a mezzanotte in punto, recando con sé un cestino contenente del pane, del carbone, un soldino e qualcosa da bere; ci si dispone poi in cerchio e si improvvisa una sorta di danza di origine scozzese, l'auld ling syne, che tiene insieme la famiglia in un giro tondo benaugurante. Uno dei riti più attesi delle feste dicembrine riguarda lo scambio di regali; anche in Gran Bretagna è in uso questa prassi. I doni, pur se piccoli e simbolici, mantengono vivi legami parentali ed amicali e rinforzano i sentimenti di appartenenza ad una comunità. La proverbiale fedeltà dei sudditi inglesi alla corona, si fa palese nelle manifestazioni d'affetto che, da sempre, rendono ai propri governanti: sotto il regno di Carlo I, i contadini di Glastonsbury, nel Somerset, facevano dono ai reali di rametti di biancospino perché potessero decorarvi la tavola natalizia. Il giudizio popolare riteneva che i rovi di quella città germogliassero il giorno di Natale e compissero la fioritura la domenica di Pasqua. La fede nella puntualità e infallibilità del biancospino era tanto forte che un anno, in una cittadina del Buckinghamshire, rinviarono le celebrazioni natalizie al 5 gennaio, giorno in cui, con sollievo generale, il biancospino incriminato tornò a gemmare. È invece usanza recente, e forse ancora attiva, benché non plateale come un tempo - che i commercianti di tutto il paese inviino per Natale a Buckingam Palace campioni delle loro merci. Gli oggetti di maggior valore vengono restituiti, mentre gli altri, che in passato raggiungevano il numero di diverse centinaia, sono distribuiti al personale di corte. Per quanto riguarda il Natale irlandese, la leggenda vuole che Maria, Giuseppe ed il Bambin Gesù vaghino per le strade dell'isola durante tutto il periodo natalizio; è allo scopo di rischiarare il loro cammino che i bambini mettono sul davanzale un lumicino, spesso inserito in una rapa o in una zucchetta scavata e decorato con rametti verdi. Il compito di accendere le luci è riservato esclusivamente ai più giovani; la loro innocenza li fa più vicini al bimbo sacro, particolarmente venerato dai cattolici dell'isola. Già nell'XI secolo, infatti (il cristianesimo aveva raggiunto le coste irlandesi nel 432 con l'evangelizzazione di San Patrizio), il culto di Gesù Bambino era seguitissimo, fomentato dalle prediche del vescovo Fredrick, che invitava alla conversione nel rispetto del mistero della nascita di Cristo. Furono in molti a seguire i suoi precetti, tanto che si dice che il 25 dicembre dell'anno 1000 diversi sovrani europei abbiano abbracciato il cristianesimo, ispirati dal suo esempio. Una volta, nell' entro terra irlandese del Tipperay, alla vigilia di Natale si lasciava aperto l'uscio di casa per accogliere quanti fossero in cerca di un ricovero, e ancora oggi, viaggiando in quella notte magica, in cui chi nasce è segnato da un destino particolare e chi muore si assicura un posto in paradiso, si troverà facilmente una porta a cui bussare. Si avrà così l'opportunità di partecipare alle tipiche veglie natalizie che precedono la messa notturna e che, a volte, possono protrarsi fino al pranzo. Nell'attesa del momento di lasciare le case per recarsi in chiesa, s'inganna il tempo con giochi tradizionali che coinvolgono tutti, come lo snapdragon, gara frequente anche in Inghilterra, in cui vince chi per primo riesce ad afferrare delle mele galleggianti in un recipiente pieno di alcool o rhum infiammati. Una consuetudine irlandese è la cosiddetta "caccia allo scricciolo". Nel giorno di Natale o di Santo Stefano i ragazzi catturano ed uccidono uno scricciolo e, avvoltolo in un groviglio d'agrifoglio e d'edera, lo legano ad un alto bastone e lo portano in giro per la questua. La crudele tradizione, comune in passato anche in Inghilterra ed in Francia, ha tutte le caratteristiche del sacrificio di un animale alla divinità. Un tempo, il menù tradizionale del Natale inglese prevedeva arrosti di cigni e pavoni, ai quali, dopo la cottura e prima di essere portati in tavola venivano rimesse tutte le penne. Alla corte dei Tudor, invece, il piatto forte era la testa di cinghiale arrostita, condita con alloro e rosmarino. Tale usanza si conserva ancora al New College di Oxford, dove la testa di cinghiale viene addirittura portata in processione.
   Al suo seguito, un corteo di studenti preceduti da un cantore la reca in trionfo fino a porgerla al rettore. Questi, mettendo la mano tra le fauci del cinghiale, ne trae un limone di cui fa dono al cantore, e distribuisce agli altri presenti, con un gesto augurale, l' alloro che corona il piatto. Dal XVI secolo in poi, però, con l'introduzione in Europa del tacchino da parte dei conquistadores, sempre maggiore fu la sua diffusione sulle tavole inglesi. Anche se ancora oggi c'è chi gli preferisce l'oca, il tacchino ripieno è diventato il simbolo stesso del convivio natalizio inglese. Esportato nelle colonie, non ha conosciuto momenti di abbandono, pur radicandosi nelle nuove terre con originali ed inedite varianti, come è avvenuto per il tacchino ripieno di castagne statunitense. Secondo la tradizione irlandese, estremamente rispettosa dei precetti religiosi, ci si sedeva a tavola soltanto dopo la mezzanotte, una volta trascorso il giorno di vigilia. La cena prevedeva piatti a base di oca, pollo o manzo, seguiti in ordine di preferenza dal maiale, mentre il tacchino, oggi molto consumato, compariva un tempo solo in casa di benestanti. Ancora adesso, l'indomani ci si riunisce per gustare lo speed beef, un rotolo di bue alle spezie che esige tempi lunghi di preparazione. Sono previste infatti due fasi distanziate di una settimana, tempo necessario perché il trito di erbe e spezie (alloro fresco, semi di finocchio, anice, aglio, chiodi di garofano, pepe e cannella) trasferisca l'aroma alla pietanza che cuocerà poi sui fornelli per quattro ore. Anche il dolce irlandese di Natale, impreziosito dal whiskey o dalla birra, orgoglio nazionale, va preparato con circa un mese di anticipo e glassato solo all'ultimo minuto.
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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da .:Sally:. il Mar 6 Dic 2016 - 9:02

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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da .:Sally:. il Mar 6 Dic 2016 - 9:05

BUONA GIORNATA A TUTTE LE AMICHE DEL BAR E A CHI PASSA PER UN SALUTO

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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da larablu il Mar 6 Dic 2016 - 16:01

buon pomeriggio COMPLOTTO wink


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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

Messaggio Da gio54 il Mer 7 Dic 2016 - 0:20

BUONA NOTTE LARABLU e TUTTI/E

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Re: MARTEDI 6 DICEMBRE SALUTI E NOTIZIE

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